Avviso alle imprese: vigilanza e sicurezza prodotti

Riprendono nel mese di giugno 2018 le attività di Vigilanza e Sicurezza Prodotti relativamente a prodotti elettrici, giocattoli, seguiranno quelle sui prodotti tessili e calzature

L'Ufficio Vigilanza e Sicurezza Prodotti della Camera di Commercio di Catanzaro , nell'ambito della Convenzione per la realizzazione di iniziative in materia di controllo, vigilanza del mercato, e tutela dei consumatori con particolare riferimento alla sicurezza e conformità dei prodotti. annualità 2018  ed in attuazione del Piano esecutivo tra il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Unioncamere , comunica l’avvio delle attività ispettive.

Saranno sottoposte a controllo le Imprese ubicate nella provincia di Catanzaro  estratte dal database del Registro delle imprese   in attuazione del Piano esecutivo  e secondo le modalità contenute nelle procedure fissate da Unioncamere

 I controlli saranno effettuati senza preavviso all'azienda.

Attività ispettiva

L'attività di verifica, già avviata dall'Ufficio negli anni precedenti, riguarderà principalmente la corretta marcatura dei prodotti e la regolarità documentale a corredo degli stessi e prevede il controllo visivo, documentale e  di laboratorio.

Con particolare riferimento ai prodotti Tessili e calzature

 si avvisa che il 4 gennaio 2018 è entrato in vigore  il decreto legislativo 190/2017 che innova il quadro sanzionatorio per le violazioni in materia di etichettatura dei settori tessile e calzaturiero. Non cambiano le regole di etichettatura contenute per il settore tessile nel Regolamento UE 1007/2011 e per il settore calzaturiero nella direttiva 94/11/CE recepita in Italia con DM 11/4/1996 ma vengono introdotte nuove sanzioni.

Sanzioni per la violazione delle disposizioni dell'articolo  4  della   direttiva 94/11/CE

   Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il   fabbricante   o l'importatore che, in violazione dell'articolo 4, paragrafo 3,  della direttiva 94/11/CE, immette sul mercato calzature prive di  etichetta e' soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000  euro  a 20.000 euro.

   Salvo che il fatto costituisca reato, il  distributore  che,  ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5, della direttiva 94/11/CE, mette a disposizione sul mercato calzature prive  di  etichetta  e'  soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 700 euro a 3.500 euro.

   Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il   fabbricante   o l'importatore che, in violazione dell'articolo 4, paragrafo 5,  della direttiva 94/11/CE, immette sul mercato  calzature  con  composizione diversa da quella dichiarata in etichetta, relativamente ai materiali usati   nei   principali   componenti   delle   calzature    indicati nell'allegato I della direttiva 94/11/CE, e' soggetto  alla  sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 20.000 euro.

   Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il   fabbricante   o l'importatore che immette sul mercato  calzature  con  etichetta  non conforme alle indicazioni stabilite dall'articolo 4, paragrafi 1,  2, 3 e 4, della direttiva 94/11/CE, riportate  in  lingua  italiana,  è soggetto alla sanzione amministrativa  pecuniaria  da  1.500  euro  a 20.000 euro.

   La medesima sanzione  amministrativa  di  cui  al  comma  4  del presente articolo si applica anche al fabbricante  o  all'importatore che utilizza una lingua  diversa  dall'italiano  o  da  altra  lingua ufficiale dell'Unione europea.

   Salvo che il fatto costituisca reato, il distributore che  mette a  disposizione  sul  mercato  le  calzature  senza  avere  informato correttamente il consumatore finale, del significato della simbologia adottata sull'etichetta in violazione dell'articolo 4,  paragrafo  2, della direttiva 94/11/CE, é soggetto  alla  sanzione  amministrativa pecuniaria da 200 euro a 1.000 euro.

   L'autorità di vigilanza, ove  rilevi  che  le  calzature  sono prive di etichettatura o che l'etichettatura  non  e'  conforme  alle prescrizioni  della  direttiva  94/11/CE,   previo   accertamento   e contestazione delle violazioni delle disposizioni dei commi 1, 2,  3, 4, 5 e 6, ai sensi degli articoli 13 e 14  della  legge  n.  689  del 1981, assegna un termine perentorio di sessanta giorni al fabbricante o al suo rappresentante o al responsabile della prima  immissione  in commercio   delle   calzature   sul   mercato   nazionale,   per   la regolarizzazione dell'etichettatura o il ritiro delle  calzature  dal mercato.

  Salvo che il fatto  costituisca  reato,  ai  soggetti  che  non ottemperano al provvedimento di cui  al  comma  7  entro  il  termine assegnato, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da  3.000 euro a 20.000 euro.

   Sanzioni per la violazione delle disposizioni   del regolamento (UE) n. 1007/2011

   Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il   fabbricante   o l'importatore che immette, in violazione all'articolo  15,  paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1007/2011, sul mercato un prodotto tessile senza  garantire  la  fornitura  dell'etichetta  o  del  contrassegno indicante i dati e le denominazioni delle fibre di  composizione,  è soggetto alla sanzione amministrativa  pecuniaria  da  3.000  euro  a 20.000 euro.

   La sanzione amministrativa di cui al comma 1 si applica anche al fabbricante o l'importatore  che  immette  sul  mercato  un  prodotto tessile il cui documento commerciale di accompagnamento,  sostitutivo dell'etichetta o il contrassegno,  in  violazione  dell'articolo  14, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1007/2011,  é  privo  dei  dati relativi alla composizione fibrosa.

   Salvo che il fatto costituisca reato, il  distributore  che,  in violazione dell'articolo 15, paragrafo 3,  del  regolamento  (UE)  n. 1007/2011, mette a disposizione sul mercato un prodotto tessile privo dell'etichetta o  del  contrassegno  recanti  i  dati  relativi  alla composizione  fibrosa,  é  soggetto  alla  sanzione   amministrativa pecuniaria da 700 euro a 3.500 euro.

   Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il   fabbricante   o l'importatore che, in violazione degli articoli 14,  paragrafo  1,  e 15, paragrafo 1, del  regolamento  (UE)  n.  1007/2011,  immette  sul mercato un prodotto  tessile  con  composizione  fibrosa  diversa  da quella dichiarata  in  etichetta,  o  sul  documento  commerciale  di accompagnamento di cui al comma 2, fatte salve le tolleranze  di  cui all'articolo 20 del regolamento (UE) n. 1007/2011, é soggetto  alla sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 20.000 euro.

  Salvo che il fatto costituisca reato, il  distributore  che,  in violazione degli articoli 14, paragrafo 1, e  15,  paragrafo  2,  del regolamento (UE) n.  1007/2011,  mette  a  disposizione  sul  mercato prodotti tessili la cui composizione fibrosa dichiarata in  etichetta non corrisponde a quella dichiarata nel documento di accompagnamento, é soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria  da  700  euro  a 3.500 euro.

   Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il   fabbricante   o l'importatore che, in violazione degli articoli 5 e 15, paragrafo  1, del regolamento (UE) n. 1007/2011, immette sul  mercato  un  prodotto tessile con etichetta riportante denominazioni delle fibre diverse da quelle dell'allegato I del regolamento (UE) n. 1007/2011 espresse  in sigle, in ordine non decrescente, non in lingua italiana, é soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 20.000 euro.

   Salvo che il fatto costituisca reato, il  distributore  che,  in violazione degli articoli 5 e 15, paragrafo 2, del  regolamento  (UE)  n. 1007/2011, mette a disposizione sul mercato  un  prodotto  tessile con etichetta riportante denominazioni delle fibre, diverse da quelle dell'allegato I del regolamento (UE) n. 1007/2011, espresse in sigle, in ordine non decrescente, non in lingua italiana, nonché riportante in modo errato la  frase  «Contiene  parti  non  tessili  di  origine animale» di cui all'articolo 12 del regolamento (UE) n. 1007/2011  è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da 200 euro a  1.000 euro.

   Salvo  che  il  fatto   costituisca   reato,   il   fabbricante, l'importatore o il distributore che, in violazione  dell'articolo  16 del regolamento (UE) n. 1007/2011,  non  forniscano,  all'atto  della messa  a  disposizione  sul  mercato  di  un  prodotto  tessile,  nei cataloghi, sui prospetti o sui siti web, le indicazioni relative alla composizione fibrosa ai sensi del regolamento (UE)  n.  1007/2011  è soggetto alla sanzione amministrativa  pecuniaria  da  1.500  euro  a 20.000 euro.

   Salvo  che  il  fatto  costituisca  reato,  il   fabbricante   o l'importatore che, in violazione  dell'articolo  12  del  regolamento (UE) n. 1007/2011, immette sul mercato un prodotto tessile contenente parti non tessili  di  origine  animale  che  non  indichi  la  frase «Contiene parti non tessili di origine animale» sull'etichetta o  sul contrassegno dei prodotti contenenti tali parti al momento della loro messa  a  disposizione  sul  mercato,  é  soggetto   alla   sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 20.000 euro.

L'autorità di vigilanza, ove rilevi  che  i  prodotti  tessili sono privi di etichettatura o che  l'etichettatura  non  è conforme alle  prescrizioni  del  regolamento  (UE)  n.   1007/2011,   previo accertamento e contestazione delle violazioni delle disposizioni  dei precedenti commi, ai sensi degli articoli 13 e 14 della legge n.  689 del 1981,  assegna  un  termine  perentorio  di  sessanta  giorni  al fabbricante o al suo rappresentante o  al  responsabile  della  prima immissione in commercio dei prodotti tessili sul  mercato  nazionale, per la regolarizzazione dell'etichettatura o il ritiro  dei  prodotti dal mercato.

   Salvo che il fatto  costituisca  reato,  ai  soggetti  che  non ottemperano ai provvedimenti di cui al  comma  10  entro  il  termine assegnato, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da  3.000 euro a 20.000 euro.

L'accertamento delle violazioni delle  disposizioni  e'  svolto  dalle  Camere  di  commercio,  industria artigianato  e  agricoltura  territorialmente   competenti,   nonché dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli e inoltre,  ai  sensi dell'articolo 13, comma 4, della legge 24 novembre 1981, n. 689,  gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria.

  Le sanzioni amministrative  sono irrogate  dalle  Camere  di  commercio,   industria   artigianato   e agricoltura territorialmente competenti.

Link  decreto legislativo 190/2017

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2017;190