Novità normative in materia di Mediazione

Il legislatore durante il periodo di emergenza epidemiologica, ha introdotto   alcune novità   normative in materia di Mediazione. Una prima novità è quella di aver inserito, per come sostenuto dai primi commentatori, una nuova materia di mediazione obbligatoria.  

La legge n.70/2020 che ha convertito il D.L. 28/2020- entrata in vigore il 30 giugno 2020- ha previsto  che : “.  All'articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 marzo 2020, n. 13, dopo il comma 6-bis è aggiunto il seguente:
«6-ter. Nelle controversie in materia di obbligazioni contrattuali, nelle quali il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto, o comunque disposte durante l'emergenza epidemiologica da COVID-19 sulla base di disposizioni successive, può essere valutato ai sensi del comma 6-bis, il preventivo esperimento del procedimento di mediazione ai sensi del comma 1-bis dell'
articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, costituisce condizione di procedibilità della domanda”.  Il D.L. 6/2020 conv. L n.13/2020 e modificato dalla L.70/2020 stabilisce   dunque all’art.3   comma“6-bis. Il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è sempre valutato ai fini dell'esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 del codice civile, della responsabilità del debitore, anche relativamente all'applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti. 

6-ter.  Nelle controversie in materia di obbligazioni contrattuali, nelle quali il rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto, o comunque disposte durante l'emergenza epidemiologica da COVID-19 sulla base di disposizioni successive, può essere valutato ai sensi del comma 6-bis, il preventivo esperimento del procedimento di mediazione ai sensi del comma 1-bis dell'articolo 5 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, costituisce condizione di procedibilità della domanda.”

Il testo fa riferimento alle controversie in materia di obbligazioni contrattuali, quindi alle ipotesi di inadempimento contrattuale di qualsiasi contratto,che trova causa nel Covid 19.

Va ricordato però  che l’art 5 del D.L 28/2010  prevede la mediazione come  condizione di procedibilità nei seguenti casi  “Chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari,…”  ; pertanto poiché il comma 6-bis fa un generico riferimento ad obbligazioni contrattuali non specificando i contratti interessati, molte controversie potrebbero, anche senza l’attuale norma, essere ricondotti all’art.5 D.Lgs. 28/2010.

 noltre la normativa Covid 19  ha disciplinato anche  gli effetti che l’emergenza stessa ha generato sui contratti in corso di esecuzione con riferimento ai   contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo nelle acque interne e terrestre (art. 28, D.L. 2 marzo 2020, n. 9) e ai  i contratti di soggiorno e ai contratti per l’acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi di cultura (art. 88 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18) per cui sicuramente una nuova ipotesi di mediazione obbligatoria  potrebbe essere considerato proprio il contenzioso derivante   dall’inadempimento conseguente al queste  disposizioni sui contratti di trasporto o di soggiorno. Altre ipotesi invece possono derivare nei casi di inadempimento di contratti d’appalto, di prestazione d’opera, di fornitura, non compresi nell’elencazione del D. Lgs. 28/2010. Per il resto quale che sia l’azione esercitata, dal recesso alla   risoluzione, alla rescissione  non può negarsi che  il legislatore ha dato   un  forte segnale sull’utilizzabilità della Mediazione, spingendo verso una procedura non solo deflattiva del contenzioso ma anche meno onerosa e più rapida, efficace e soddisfacente.

Ulteriore novità normativa su cui occorre soffermarsi è  il comma 20 bis del D.L. 18/2020, inserito dalla legge di conversione 24 aprile 2020, n. 27, che ha sostituito l’originario comma 20 con gli attuali commi da 20 a 20-ter, e, successivamente, così modificato dall’ art. 3, comma 1, lett. h-bis), D.L. 30 aprile 2020, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla L. 25 giugno 2020, n. 70.

“20-bis.  Nel periodo dal 9 marzo al 30 giugno 2020, gli incontri di mediazione in ogni caso possono svolgersi in via telematica con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento. Anche successivamente a tale periodo gli incontri potranno essere svolti, con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento, in via telematica, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, mediante sistemi di videoconferenza. In caso di procedura telematica l'avvocato, che sottoscrive con firma digitale, può dichiarare autografa la sottoscrizione del proprio cliente collegato da remoto ed apposta in calce al verbale ed all'accordo di conciliazione. Il verbale relativo al procedimento di mediazione svoltosi in modalità telematica è sottoscritto dal mediatore e dagli avvocati delle parti con firma digitale ai fini dell'esecutività dell'accordo prevista dall'articolo 12 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28. Il mediatore, apposta la propria sottoscrizione digitale, trasmette tramite posta elettronica certificata agli avvocati delle parti l'accordo così formato. In tali casi l'istanza di notificazione dell'accordo di mediazione può essere trasmessa all'ufficiale giudiziario mediante l'invio di un messaggio di posta elettronica certificata. L'ufficiale giudiziario estrae dall'allegato del messaggio di posta elettronica ricevuto le copie analogiche necessarie ed esegue la notificazione ai sensi degli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile, mediante consegna di copia analogica dell'atto da lui dichiarata conforme all'originale ai sensi dell'articolo 23, comma 1, del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82

Ricordiamo che la lettera i)  D.L.28/2020 recitava : “ovunque ricorrano nell'articolo, le parole «30 giugno 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31 luglio 2020»” ma tale lettera è stata  soppressa dalla legge di conversione 25 giugno 2020, n. 70; a norma dell’ art. 1, comma 2, della medesima L. n. 70/2020, restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti ai sensi della presente lettera.

Ricostruito l’iter normativo si osserva dunque che il legislatore nel periodo di emergenza ( prima 31 luglio poi modificato come 30 giugno) ha ammesso lo svolgimento in via telematica delle mediazioni a condizione che tutte le parti prestassero loro il consenso ed a prescindere dalla previsione di tale modalità nel regolamento dell’Organismo di mediazione.

Dopo tale data- 30 giugno- data di entrata in vigore della legge 70/2020- gli incontri potranno svolgersi mediante sistemi di videoconferenza secondo le modalità telematiche previste dal regolamento dell’organismo.

Ciò posto il legislatore si preoccupa di disciplinare la procedura telematica con riferimento specificatamente al verbale di mediazione prevedendo che   l’avvocato sottoscrive digitalmente il verbale ( in formato Cades o Pades); il cliente collegato da remoto o firma in forma autografa e l’avvocato  dichiara autografa la sottoscrizione del cliente o firma digitalmente. La sottoscrizione della parte, infatti, può essere apposta in forma autografa, anche da remoto, oppure nella forma della firma elettronica avanzata o qualificata, anche mediante il sistema SPID.  Il mediatore sottoscrive il verbale ( l’accordo è allegato del verbale ) digitalmente e lo trasmette via  pec agli avvocati. Secondo le linee guida dell’UNAM  il mediatore può sottoscrivere con firma digitale il verbale e/o accordo formato in unica copia informatica già sottoscritta dalle parti e dagli avvocati, anche derivante dall’unione di diverse copie di identico contenuto sottoscritte da ciascuna parte e dal proprio avvocato. Il documento così sottoscritto costituisce un originale informatico che può essere esibito e/o prodotto anche all’ufficiale giudiziario ai fini dell’esecuzione. E’ ovvio che   in caso di richiesta delle parti, l’organismo di mediazione potrà rilasciare copia cartacea di verbale e accordo con dichiarazione di conformità all’originale.