REGOLAMENTO DI ARBITRATO AMMINISTRATO DALLA CAMERA DI COMMERCIO

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 – Applicazione del regolamento

  1. La Camera Arbitrale presta la propria opera per lo svolgimento di arbitrati richiesti sul fondamento di una convenzione di arbitrato (clausola compromissoria o compromesso), redatta in forma scritta, che faccia riferimento alla Camera Arbitrale della Camera di Commercio di Catanzaro ovvero quando le parti facciano concorde richiesta di arbitrato alla Camera Arbitrale.
  2. Se le parti non hanno espressamente disposto in modo diverso, tutte le controversie cui l’accordo compromissorio stesso  si riferisce sono risolte mediante arbitrato rituale; si fa luogo invece all’arbitrato libero o irrituale, solo se la volontà delle parti sia stata chiaramente espressa in tal senso nella Convenzione arbitrale, ovvero le parti ne facciano concorde richiesta al momento dell’instaurazione del procedimento arbitrale.
  3. Le controversie che hanno ad oggetto la convenzione di arbitrato, ed in particolare quelle relative alla natura rituale o irrituale dell’arbitrato, sono decise dagli arbitri con lodo vincolante le parti.
  4. Qualora non esista fra le parti una convenzione di arbitrato, oppure essa non faccia riferimento alla Camera Arbitrale di Catanzaro, la parte che abbia interesse a promuovere un arbitrato davanti alla Camera Arbitrale di Catanzaro può farne richiesta nella domanda di arbitrato, secondo quanto stabilito dall’art. 8; se l’adesione a tale richiesta, unitamente alla risposta alla domanda di arbitrato, non perviene alla Segreteria entro un termine che, salvo diversa indicazione della parte richiedente, è di trenta giorni dalla data in cui la controparte ha ricevuto la domanda, la Segreteria informa le parti che l’arbitrato non può avere luogo.

Art. 2 – Norme applicabili al procedimento

  1. Il procedimento arbitrale è retto dal Regolamento in vigore al momento della presentazione della domanda; in subordine dalle regole fissate di comune accordo dalle parti, in ulteriore subordine dalle regole fissate dal Tribunale Arbitrale.
  2. In ogni caso, è fatta salva l’applicazione delle norme inderogabili applicabili al procedimento arbitrale.
  3. E’ comunque attuato il principio del contraddittorio e della parità di trattamento delle parti.

Art. 3 – Norme applicabili al merito della controversia

  1. Il Tribunale Arbitrale decide il merito della controversia secondo diritto se le parti non hanno espressamente previsto che decida secondo equità.
  2. Il Tribunale Arbitrale decide secondo le norme scelte dalle parti nella convenzione arbitrale o, successivamente, sino alla costituzione del Tribunale Arbitrale.
  3. In difetto della concorde indicazione prevista dal comma 2, il Tribunale Arbitrale sceglie le norme con cui il rapporto è più strettamente collegato.
  4. In ogni caso, il Tribunale Arbitrale tiene conto degli usi del commercio.

Art. 4 - Sede dell'Arbitrato 

  1. La sede dell’arbitrato è presso la Camera Arbitrale della Camera di Commercio di Catanzaro.
  2. Il Tribunale Arbitrale, con il consenso delle parti, può stabilire che le udienze o altre attività del procedimento si svolgano in luogo diverso dalla sede.

Art. 5 - Lingua dell'Arbitrato 

  1. La lingua dell’arbitrato è scelta di comune accordo dalle parti nella convenzione arbitrale o successivamente sino alla costituzione del Tribunale Arbitrale.
  2. In difetto di accordo tra le parti, la lingua dell’arbitrato è determinata dal Tribunale Arbitrale. La Segreteria  indica la lingua in cui devono essere redatti gli atti anteriori a tale determinazione.
  3. Il Tribunale Arbitrale può autorizzare la produzione di documenti redatti in una lingua diversa da quella dell’arbitrato e può ordinare che i documenti siano accompagnati da una traduzione nella lingua dell’arbitrato.

Art. 6 - Deposito e trasmissione degli atti 

  1. Le parti devono depositare gli atti e i documenti presso la Segreteria in un originale per la Camera Arbitrale, in un originale per ciascuna altra parte e in tante copie quanti sono gli arbitri. La Segreteria  indica il numero di copie nel caso in cui il numero degli arbitri non sia ancora definito.
  2. Il Tribunale Arbitrale deve depositare presso la Segreteria una copia dei verbali e delle ordinanze emesse anche fuori udienza.
  3. Se non è diversamente previsto dal Regolamento, le comunicazioni della Segreteria, delle parti, degli arbitri, dei consulenti tecnici e di tutti i soggetti del processo in genere sono eseguite mediante notificazione, trasmissione con lettera raccomandata, telefax, posta elettronica, ovvero con ogni altro mezzo idoneo alla prova della loro ricezione.
  4. Se la comunicazione deve essere effettuata entro un termine, essa si considera tempestiva se l’atto è inviato prima della scadenza dello stesso.

Art. 7 – Termini 

  1. I termini previsti dal Regolamento o fissati dal Consiglio Arbitrale, dalla Segreteria o dal Tribunale Arbitrale non sono a pena di decadenza, se la decadenza non è espressamente prevista dal Regolamento o stabilita dal provvedimento che li fissa.
  2. Il Consiglio Arbitrale, la Segreteria e il Tribunale Arbitrale possono prorogare, prima della loro scadenza, i termini da essi fissati. I termini fissati a pena di decadenza possono essere prorogati soltanto per gravi motivi ovvero con il consenso di tutte le parti.
  3. Nel computo dei termini non si calcola il giorno iniziale. Se il termine scade il sabato o un giorno festivo, esso è prorogato al primo giorno successivo non festivo.
  4. Il decorso dei termini è sospeso di diritto dal 1° al 31 agosto, compresi.