REGOLAMENTO DI ARBITRATO AMMINISTRATO DALLA CAMERA DI COMMERCIO

IL TRIBUNALE ARBITRALE

Art. 11 - Numero degli arbitri 

  1. Il Tribunale Arbitrale è composto da un arbitro unico o da un collegio composto da un numero dispari di arbitri.
  2. In assenza di un accordo delle parti sul numero degli arbitri, il Tribunale Arbitrale è composto da un arbitro unico. Tuttavia, il Consiglio Arbitrale può deferire la controversia ad un collegio di tre membri, se lo ritiene opportuno per la complessità o per il valore della controversia.
  3. Se la convenzione arbitrale prevede un collegio arbitrale senza indicare il numero dei membri, il Tribunale Arbitrale è composto da tre membri.
  4. Se la convenzione arbitrale prevede un numero pari di arbitri, il Tribunale Arbitrale è composto dal numero dispari di arbitri superiore a quello previsto nella convenzione.

Art. 12 - Nomina degli arbitri

  1. Gli arbitri sono nominati secondo le regole stabilite dalle parti nella convenzione arbitrale.
  2. Se non è diversamente stabilito nella convenzione arbitrale, l’arbitro unico è nominato dal Consiglio Arbitrale, scelto tra i nominativi di cui all’elenco tenuto dal Consiglio Arbitrale della Camera Arbitrale, salvo nei casi di controversie di straordinaria importanza e/o complessità della materia trattata, per i quali si riserva la facoltà di scegliere gli arbitri, in deroga, al di fuori dell’elenco.
  3. Se le parti hanno stabilito di nominare l’arbitro unico di comune accordo senza indicare un termine, tale termine viene assegnato dalla Segreteria. Se l’accordo tra le parti non viene raggiunto, l’arbitro unico è nominato dal Consiglio Arbitrale così come indicato nel precedente comma.
  4. Se non è diversamente stabilito nella convenzione arbitrale, il collegio arbitrale è così nominato:
    a. ciascuna parte, nella domanda di arbitrato e nella memoria di risposta, nomina un arbitro; se la parte non vi provvede nel termine fissato, l’arbitro è nominato dal Consiglio Arbitrale così come indicato nel precedente comma.
    b. Il presidente del Tribunale Arbitrale è nominato di comune accordo dagli arbitri già nominati dalle parti. Se gli arbitri non vi provvedono entro il termine indicato dalle parti o, in mancanza, assegnato dalla Segreteria, il presidente è nominato dal Consiglio Arbitrale.
  5. Se le parti hanno diversa nazionalità o domicilio in Stati diversi, il Consiglio Arbitrale nomina quale arbitro unico o quale presidente del Tribunale Arbitrale una persona di nazionalità terza, salva diversa e concorde indicazione delle parti.
  6. Se l’arbitrato è disciplinato dall’art. 34 del d. lgs 5/2003, ed in ogni altro caso in cui per previsione di legge è obbligatorio deferire ad un terzo la nomina di uno o più arbitri, a tutte le nomine necessarie provvede il Consiglio Arbitrale.

Art. 13 - Nomina degli arbitri nell'arbitrato con pluralità di parti 

Quando le parti siano più di due, il Consiglio Arbitrale – ove manchino o siano inidonee la pattuizioni delle parti sulla costituzione dell’organo arbitrale o quando la parti non riescano a costituire l’organo arbitrale entro il termine previsto per la risposta alla domanda di arbitrato – stabilisce, per quanto occorra, il numero e le modalità di nomina degli arbitri e può provvedere direttamente alla loro nomina, ove le parti non vi abbiano proceduto entro il termine loro assegnato.

ART. 14 – CONTROVERSIE CONNESSE

  1. Qualora, prime della costituzione del Tribunale Arbitrale, siano proposte controversie tra loro connesse, il Consiglio Arbitrale, considerate la caratteristiche delle controversie e tenuto conto delle norme applicabili al procedimento, può stabilire che i relativi procedimenti siano affidati al medesimo organo arbitrale, su accordo delle parti, autorizzando la riunione dei procedimenti affinché le controversie siano decise con unico lodo.
  2. Qualora una stessa delibera sia oggetto di una pluralità  di impugnazioni, il Consiglio Arbitrale, oppure il Tribunale Arbitrale dispongono che tali impugnazioni siano decise con un unico lodo.

Art. 15 – Incompatibilità

Non possono essere nominati arbitri:

a. i membri della Camera Arbitrale

b. i revisori dei conti della Camera di Commercio;

c. i dipendenti della Camera di Commercio;

d. gli associati professionali, i dipendenti e coloro che hanno stabili rapporti di collaborazione professionale con le persone indicate sub a, b, c.

Art. 16 - Accettazione degli arbitri

La Segreteria comunica agli arbitri la loro nomina. Gli arbitri devono trasmettere alla Segreteria per iscritto la dichiarazione di accettazione della nomina e del regolamento entro dieci giorni dalla ricezione della comunicazione.

Art. 17 - Dichiarazione di indipendenza e conferma degli arbitri 

  1. Con la dichiarazione di accettazione gli arbitri devono trasmettere alla Segreteria la dichiarazione di indipendenza.
  2. Nella dichiarazione di indipendenza l’arbitro deve indicare, precisandone periodo e durata:

    a. qualunque relazione con le parti o i loro difensori rilevante in relazione alla sua imparzialità e indipendenza;
    b. qualunque interesse personale o economico, diretto o indiretto, relativo all'oggetto della controversia;
    c. qualunque pregiudizio o riserva nei confronti della materia del contendere.

  3. La Segreteria trasmette copia della dichiarazione di indipendenza alle parti. Ciascuna parte può comunicare le proprie osservazioni scritte alla Segreteria entro dieci giorni dalla ricezione della dichiarazione.
  4. Decorso il termine previsto dal comma 3, l’arbitro è confermato dalla Segreteria  se ha inviato una dichiarazione di indipendenza senza rilievi e se le parti non hanno comunicato osservazioni. In ogni altro caso, sulla conferma si pronuncia il Consiglio Arbitrale.
  5. La dichiarazione di indipendenza deve essere ripetuta nel corso del procedimento arbitrale fino alla sua conclusione, se si rende necessario per fatti sopravvenuti o su richiesta della Segreteria.

Art. 18 - Ricusazione degli arbitri 

  1. Ciascuna parte può depositare una istanza motivata di ricusazione degli arbitri per i motivi previsti dal codice di procedura civile, nonché per ogni altro motivo idoneo a porre in dubbio la loro indipendenza o imparzialità.
  2. L’istanza deve essere depositata presso la Segreteria entro dieci giorni dalla ricezione della dichiarazione di indipendenza o dalla conoscenza del motivo di ricusazione.
  3. L’istanza è comunicata agli arbitri e alle altre parti dalla Segreteria  che assegna loro un termine per l’invio di eventuali osservazioni.
  4. Le altre parti possono, entro dieci giorni dal momento in cui hanno ricevuto la comunicazione di cui al comma precedente, proporre istanza di ricusazione incidentale, anche se è già trascorso il termine per proporre istanza di ricusazione in via principale.
  5.  Sull’istanza di ricusazione decide il Consiglio Arbitrale.

Art. 19 - Sostituzione degli arbitri 

  1. L’arbitro è sostituito con la nomina di un nuovo arbitro nelle seguenti ipotesi:

    a. l’arbitro rinuncia all’incarico dopo aver accettato;
    b. l’arbitro non è confermato;
    c. il Consiglio Arbitrale accoglie l’istanza di ricusazione proposta nei confronti dell’arbitro;
    d. il Consiglio Arbitrale rimuove l’arbitro per la violazione dei doveri imposti dal Regolamento al Tribunale Arbitrale o per altro grave motivo;
    e. l’arbitro muore ovvero non è più in grado di adempiere al proprio ufficio per infermità o per altro grave motivo.

  2. La Segreteria sospende il procedimento per ciascuna delle ipotesi previste dal comma 1.
  3. Il nuovo arbitro è nominato dallo stesso soggetto che aveva nominato l’arbitro da sostituire. Se la parte non vi provvede entro i termini di cui all’art. 12, oppure l’arbitro nominato in sostituzione deve a sua volta essere sostituito, il nuovo arbitro è nominato dal Consiglio Arbitrale.
  4. Il Consiglio Arbitrale determina l’eventuale compenso spettante all’arbitro sostituito, tenuto conto dell’attività svolta e del motivo della sostituzione.
  5. In caso di sostituzione dell’arbitro, il nuovo Tribunale Arbitrale può disporre la rinnovazione totale o parziale del procedimento svoltosi fino a quel momento.