Cancellazione

Cancellazione

 

CANCELLAZIONE DEI DATI DAL REGISTRO

La cancellazione definitiva dei dati relativi al protesto avviene dopo 5 anni dalla sua registrazione nel Registro Informatico o può essere disposta, prima che sia trascorso questo tempo, nei casi di seguito descritti.

AVVENUTO PAGAMENTO DELL'EFFETTO CAMBIARIO

Condizioni necessarie per richiederla:

  1. deve trattarsi di vaglia cambiari o tratte accettate e non di assegni
  2. il pagamento dell’effetto cambiario deve essere avvenuto entro 12 mesi dalla levata del protesto
  3. il pagamento deve comprendere, oltre al titolo protestato, gli interessi maturati e tutte le spese (per il protesto, il precetto o il processo esecutivo eventualmente promosso).

Procedura

Domanda

L’interessato, cioè colui che ha subito il protesto, ricorrendo tutte e tre le condizioni necessarie descritte, deve produrre, personalmente o a mezzo posta, domanda in bollo alla camera di commercio di Catanzaro, compilandola con firma in originale e fotocopia (leggibile) di un documento di identità personale in corso di validità.

Se la domanda è presentata da un incaricato, deve essere accompagnata dai documenti di identità sia del richiedente che dell’incaricato alla presentazione.

La domanda può riguardare anche più protesti, ovviamente riferiti allo stesso soggetto giuridico.

Allegati

  • Titoli quietanzati con relativi atti di protesto; tutti in originale.
  • Documenti comprovanti l’avvenuto pagamento delle spese per il precetto o per il procedimento esecutivo, qualora sia iniziata l’azione esecutiva.
  • Attestazione di versamento dei diritti di segreteria sul conto corrente della camera di commercio, se si utilizza tale forma di pagamento.

    N.B. per titolo quietanzato s’intende:

  • il titolo (cambiale o vaglia cambiario) recante il timbro “pagato” dell’istituto di credito, con la data del pagamento e la firma di un funzionario della banca;
  • il titolo accompagnato dal bonifico bancario, dal quale risulti l’ordine di pagamento o il giorno di valuta;
  • il titolo accompagnato da quietanza rilasciata da persona fisica o giuridica, con firma originale del prenditore della cambiale o del vaglia cambiario (o del legale rappresentante in caso di persona giuridica) e fotocopia del suo documento di identità. La quietanza di pagamento deve contenere tutti i dati del protesto, tutti i dati identificativi del dichiarante, la dichiarazione di avvenuto pagamento del titolo e delle spese, con precisazione della data del pagamento.

E’ possibile produrre domanda di cancellazione senza essere in possesso del titolo solo nei casi ed alle condizioni regolate dall’art. 9 del DPR 3.6.1975 n. 290 (attuativo dell’art. 12 della legge 349/1973):

  • il debitore deve aver eseguito il pagamento della cambiale o del vaglia cambiario entro 5 giorni dalla levata del protesto;
  • ed esibire in originale:
    - dichiarazione di avvenuto protesto rilasciata dal pubblico ufficiale
    - certificato della banca di avvenuto deposito vincolato al portatore, a norma del citato   art. 9 DPR 290/75

Spese

  • marca da bollo, da apporre sulla domanda;
  • euro 8,00 per ogni protesto di cui si chiede la cancellazione, riportato nella domanda, per diritti di segreteria.

    Il pagamento può avvenire:

  • Dal 28 febbraio 2021 i pagamenti alla Camera di Commercio potranno essere eseguiti utilizzando esclusivamente carte di credito/debito, bancomat o il sistema PagoPA.

    Per i pagamenti spontanei verso la Camera di Commercio di Catanzaro, clicca QUI

Competenza territoriale

La camera di commercio di Catanzaro può disporre la cancellazione dei soli protesti levati nella provincia di competenza, iscritti nel proprio registro informatico.

Il protesto di effetti postali avviene dalle stanze di compensazione; è iscritto nei Registri delle camere di Roma o Milano ed  a queste occorre rivolgersi per ottenere la cancellazione.

Per i protesti levati in altre province, è necessario rivolgersi alle camere di commercio di rispettiva competenza.

Irricevibilità delle domande

La domanda è irricevibile e non dà neppure inizio alla fase istruttoria quando:

  • non è firmata dal debitore e/o dall’eventuale incaricato della presentazione
  • è presentata per protesti levati fuori provincia e/o iscritti in registri tenuti da altre camere di commercio.

Per le domande presentate allo sportello, l’irricevibilità è dichiarata immediatamente, in forma verbale dal responsabile del procedimento che la restituirà all’interessato, senza procedere a protocollazione.

Tempi di evasione

A meno che non si renda necessaria e/o opportuna, una richiesta d’integrazione documenti, in fase istruttoria, sull’istanza di cancellazione, l’ufficio provvede, con determinazione dirigenziale, entro 20 giorni dalla richiesta e dà esecuzione al provvedimento di cancellazione nei cinque giorni successivi.

In caso di rigetto dell’istanza o, decorsi i 20 giorni, di silenzio rifiuto, l’interessato può produrre ricorso al Giudice di Pace del luogo di residenza.

 

ILLEGITTIMITA' OD ERRONEITA' DELLA LEVATA DI PROTESTO

 

 

Il potere attribuito alla camera riguarda le sole ipotesi di vizi intrinseci riferiti all’atto stesso del protesto, quali l’errore nell’indicazione del debitore, nella dichiarazione della banca circa l’esistenza di provvista, nella pubblicazione di protesto levato per tratte non accettate e simili.

L’attività della camera di commercio, per ormai costante dottrina e giurisprudenza, non può comportare l’esercizio di poteri discrezionali e l’utilizzo di mezzi istruttori riservati, dalla nostra Carta Costituzionale, alla cognizione del Giudice Ordinario. Essa ha carattere prettamente amministrativo, dovendosi limitare, in caso di istanza di cancellazione per illegittimità e/o erroneità del protesto, a quei vizi risultanti prima facie dall’esame della relativa documentazione probante l’illegittimità o l’errore, il cui onere di produzione è a carico del proponente la domanda;  ove, al contrario, l’errore e/o l’illegittimità non si evincano dal titolo o dalla documentazione allegata, ovvero sia da escludere  l’illegittimità o l’errore nella levata, il potere di provvedere sia alla sospensione ex art. 700 c.p.c., sia alla definitiva cancellazione del protesto levato a carico del debitore dimostratosi incolpevole spetta esclusivamente al Giudice ordinario e la Camera di commercio non è neppure parte di un siffatto giudizio (cft.- per la mancanza di legittimazione passiva Cassazione Civile, sentenza n. 17415 del 30.08.2004).

Al riguardo appare utile evidenziare che il protesto è l’atto formale, redatto da notaio od altro pubblico ufficiale, tramite in quale viene constatato il mancato pagamento del titolo di credito da parte dell’obbligato principale.

Le ragioni del rifiuto di pagamento possono essere legittime, come nel caso di assegno rubato,  oppure ingiustificate come nel caso di emissione di assegno privo di provvista, ma sia nell’uno che nell’altro caso devono essere fatte constatare mediante l’atto di protesto che ha lo scopo di accertare in modo certo il mancato pagamento e sancire la fine della circolazione del titolo.

E’ del tutto pacifico in giurisprudenza che, anche in caso di assegno rubato, il protesto debba essere levato nei confronti del pur incolpevole correntista, per non pregiudicare le azioni di regresso esercitabili dal creditore verso gli altri obbligati cartolari.

Il protesto di un titolo, anche se rubato, alterato o con firma apogrifa è, dunque, per univoca e costante giurisprudenza, atto pienamente legittimo, avverso il quale non è esperibile il rimedio della cancellazione dal Registro Informatico dei Protesti per protesto illegittimo od erroneo, ex art. 2 della legge 235/2000.

Sulla base di tale premessa che trova  conforto nelle norme legislative vigenti, tutta la giurisprudenza, suffragata da interventi in tal senso della Corte Costituzionale e della Suprema Corte di Cassazione, ha ormai conformemente ritenuto  il protesto  pienamente  legittimo anche nel caso di assegni rubati e/o falsamente sottoscritti, (tra le tante, Suprema Corte di Cassazione – sentenza n. 6006 del 16.4.2003, Corte Costituzionale sentenza n. 151/1994 ed ordinanza n.112/99; Tribunale di Bologna Sez.III civile sentenza  n. 4472 del 16.07.2003).

Il mancato pagamento dei titoli di credito è valutato dall’Ordinamento giuridico come fattispecie commercialmente rilevante anche in caso di smarrimento o furto, in quanto le peculiarità di circolazione degli stessi sono tali da far imporre indirettamente alla legge particolari prudenze anche circa la custodia degli effetti.

Solo al “debitore incolpevole” l’Ordinamento riconosce due strumenti di tutela che – peraltro – esulano completamente dalla competenza della camera di commercio e consistono: a) nella descrizione, sul protesto e nel registro Informatico, del motivo della levata (assegno smarrito, rubato, recante firma falsa ecc.), cosicché sia data pubblicità all’incolpevolezza del protestato; b) nel potere conferito esclusivamente al Giudice Ordinario di provvedere sia alla sospensione ex art. 700 c.p.c., sia alla definitiva cancellazione del protesto levato a carico del debitore incolpevole.

Procedura

Domanda

Può essere prodotta da colui che ha subito il protesto o dal pubblico ufficiale incaricato della levata o dall’azienda di credito, quando si sia proceduto illegittimamente od erroneamente.

Deve essere in bollo, indirizzata alla camera di commercio di Catanzaro e può essere presentata personalmente o tramite un incaricato o a mezzo posta, compilandola con firma in originale e fotocopia (leggibile) di un documento di identità personale in corso di validità.

Se la domanda è presentata da un incaricato, deve essere accompagnata dai documenti di identità sia del richiedente che dell’incaricato alla presentazione.

Allegati

  • tutta la documentazione disponibile, idonea a dimostrare che il protesto è erroneo od illegittimo. 

Spese

  • marca da bollo, da apporre sulla domanda;
  • euro 8,00 per ogni protesto di cui si chiede la cancellazione, riportato nella domanda, per diritti di segreteria.

    Il pagamento può avvenire:

  • in contanti, allo sportello dell’Ufficio Protesti;
  • tramite conto corrente postale n. 12522884, intestato a camera di commercio di Catanzaro; causale diritti di segreteria per cancellazione protesti.

Competenza territoriale

La camera di commercio di Catanzaro può disporre la cancellazione dei soli protesti levati nella provincia di competenza, iscritti nel proprio registro informatico.

Il protesto di effetti postali avviene dalle stanze di compensazione; è iscritto nei Registri delle camere di Roma o Milano ed  a queste occorre rivolgersi per ottenere la cancellazione.

Per i protesti levati in altre province, è necessario rivolgersi alle camere di commercio di rispettiva competenza.

Irricevibilità delle domande

La domanda è irricevibile e non dà neppure inizio alla fase istruttoria quando:

  • non è firmata dal debitore e/o dall’eventuale incaricato della presentazione
  • è presentata per protesti levati fuori provincia e/o iscritti in registri tenuti da altre camere di commercio.

Per le domande presentate allo sportello, l’irricevibilità è dichiarata immediatamente, in forma verbale dal responsabile del procedimento che la restituirà all’interessato, senza procedere a protocollazione.

Tempi di evasione

A meno che non si renda necessaria e/o opportuna, una richiesta d’integrazione documenti, in fase istruttoria, sull’istanza di cancellazione, l’ufficio provvede, con determinazione dirigenziale, entro 20 giorni dalla richiesta e dà esecuzione al provvedimento di cancellazione nei cinque giorni successivi.

In caso di rigetto dell’istanza o, decorsi i 20 giorni, di silenzio rifiuto, l’interessato può produrre ricorso al Giudice di Pace del luogo di residenza.

 

AVVENUTA RIABILITAZIONE

 

Per proporre domanda alla camera di commercio ed ottenere la cancellazione dal registro informatico dei protesti per avvenuto pagamento di assegni è sempre necessario essere in possesso del decreto di riabilitazione del Tribunale. Non è, infatti, applicabile agli assegni la disciplina prevista per avvenuto pagamento di cambiali e vaglia cambiari.

L’art. 17 della legge 7 marzo 1996 n. 108, nel testo modificato dalla legge 18 agosto 2000 n. 235, testualmente recita: “il debitore protestato che abbia adempiuto all’obbligazione per la quale il protesto è stato levato e non abbia subito ulteriore protesto ha diritto ad ottenere, trascorso un anno dal levato protesto, la riabilitazione.

Il Tribunale territorialmente competente, nel silenzio della legge, è il Tribunale del luogo in cui risiede il soggetto protestato, nonostante sia stato anche argomentato che a decidere sull’istanza di riabilitazione sia il Presidente del Tribunale del luogo in cui ha sede la Camera di commercio che ha pubblicato la notizia del protesto (cfr. Fedeli, Berti e Balestri 2005, 134 ss.).

La Corte di cassazione si è, infatti, espressa in favore della prima della due possibilità, statuendo che nei procedimenti da svolgersi in camera di consiglio (c.d. rito camerale), quale quello di volontaria giurisdizione previsto dall'art. 17 l. 108/1996 riguardante i provvedimenti di riabilitazione protesti, ove non sia prevista dalla legislazione particolare una determinata competenza territoriale dell'autorità giudiziaria procedente (come nel caso dell'art. 17 l. 108/1996), il giudice competente deve ritenersi quello del luogo in cui risiede l'stante protestato (Cass., ord., 6.7.2005, n. 18639, CED Cassazione).

Varrà dunque la residenza anagrafica per le persone fisiche e la sede legale, per le società di capitale.

La riabilitazione è accordata con decreto del Presidente del tribunale competente, su istanza dell’interessato corredata dai documenti giustificativi....... (omissis).... Il debitore protestato e riabilitato ha diritto di ottenere la cancellazione definitiva dei dati................... dal responsabile dirigente dell’ufficio protesti competente per territorio.”

Il debitore che abbia pagato l’assegno andato in protesto, ha diritto, decorso un anno dal protesto, ad ottenere prima la riabilitazione dal Presidente del tribunale e poi la cancellazione dal registro informatico dei protesti, su semplice istanza alle autorità ed uffici competenti.

La differente disciplina tra assegni e cambiali è fatto assolutamente acclarato in Giurisprudenza ed oggetto anche di pronunce della suprema corte Costituzionale la quale in più occasioni, con Sentenza 26.6.1990 n. 317 ed Ordinanza n. 14 del 12.1.1993 ed ancora con Sentenza n. 70 del 12.3.2003 ed  Ordinanza n. 84 del 23/2-2/3/2004, ha giudicato pienamente legittimo ed ampiamente argomentato, in ragione della differente natura dei due titoli di credito, il diverso regime giuridico riservato dal nostro legislatore alla cancellazione delle cambiali e degli assegni bancari.

E' importante precisare che il Decreto emesso dal Presidente del Tribunale riabilita la  "persona fisica/giuridica " e pertanto lo stesso deve contenere tutti i titoli protestati in riferimento al nominativo. La riabilitazione si riferisce, infatti,  solo al debitore e non ai titoli, pertanto non è possibile riabilitare solo alcuni protesti relativi allo stesso debitore. Inoltre, atteso che la riabilitazione è personale, nel caso di co-intestazione del protesto a più persone fisiche, si provvederà a cancellare il solo nominativo di chi ha ottenuto la riabilitazione.

 A seguito dell'entrata in vigore del Decreto -legge cosiddetto "Salva Italia"  n. 3 del 27/01/2012 contenente "Disposizioni  in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi di sovraindebitamento", è stato introdotto il comma 6-ter all'art. 17 della Legge 108/1996: è possibile  presentare presso il Tribunale competente un'unica istanza di riabilitazione anche in riferimento a più protesti, purché compresi nello spazio temporale di un triennio.

Procedura 

Domanda 

Deve essere in bollo, indirizzata alla camera di commercio di Catanzaro e può essere presentata personalmente da colui che ha subito il protesto ed è stato riabilitato o tramite un incaricato o a mezzo posta.

Deve essere compilata con firma in originale e fotocopia (leggibile) di un documento di identità personale in corso di validità.

Se la domanda è presentata da un incaricato, deve essere accompagnata dai documenti di identità sia del richiedente che dell’incaricato alla presentazione.

Allegati

• copia autentica del decreto di riabilitazione emesso dal Tribunale del luogo di residenza del soggetto protestato.

Spese

  • marca da bollo, da apporre sulla domanda;
  • euro 8,00 per ogni protesto di cui si chiede la cancellazione per riabilitazione, riportato nella domanda, per diritti di segreteria.

Il pagamento può avvenire:

  • in contanti, allo sportello dell’Ufficio Protesti;
  • tramite conto corrente postale n. 12522884, intestato a camera di commercio di Catanzaro; causale diritti di segreteria per cancellazione protesti.

Competenza territoriale

La camera di commercio di Catanzaro può disporre la cancellazione dei soli protesti levati nella provincia di competenza, iscritti nel proprio registro informatico.

Il protesto di effetti postali avviene dalle stanze di compensazione; è iscritto nei Registri delle camere di Roma o Milano ed  a queste occorre rivolgersi per ottenere la cancellazione.

Per i protesti levati in altre province, è necessario rivolgersi alle camere di commercio di rispettiva competenza.

Tribunale competente a decidere sulla riabilitazione, nel silenzio della legge, è il Tribunale del luogo in cui risiede il soggetto protestato (Cass., ord., 6.7.2005, n. 18639, CED Cassazione)

Irricevibilità delle domande

La domanda è irricevibile e non dà neppure inizio alla fase istruttoria quando:

  • non è firmata dal debitore e/o dall’eventuale incaricato della presentazione
  • è presentata per protesti levati fuori provincia e iscritti in registri tenuti da altre camere di commercio.

Per le domande presentate allo sportello, l’irricevibilità è dichiarata immediatamente, in forma verbale dal responsabile del procedimento che la restituirà all’interessato, senza procedere a protocollazione.

Tempi di evasione

A meno che non si renda necessaria e/o opportuna, una richiesta d’integrazione documenti, in fase istruttoria, l’ufficio provvede a pubblicare il decreto di riabilitazione entro il giorno successivo alla presentazione dell’istanza di cancellazione. Decorsi 10 giorni di pubblicazione, senza che siano stati proposti reclami, provvede, con  determinazione dirigenziale, alla cancellazione.

Il procedimento deve concludersi (salvo reclami) entro 20 giorni dalla presentazione dell’istanza e ne viene data esecuzione, al più tardi, nei cinque giorni successivi.

 

SOSPENSIONE O CANCELLAZIONE PER VITTIME USURA

(art. 18 legge 7.3.1996 n. 108)

Il debitore che sia parte offesa del delitto di usura può produrre istanza al Presidente del Tribunale al fine di ottenere la sospensione della pubblicazione o la cancellazione del protesto effettuato a seguito di presentazione per il pagamento di un titolo di credito da parte dell'imputato del predetto delitto, direttamente o per interposta persona, e a condizione che l'imputato sia stato rinviato a giudizio. Il decreto non impugnabile di sospensione o cancellazione perde effetto nel caso di assoluzione, con sentenza definitiva, dell'imputato del delitto di usura. La sospensione è un provvedimento a carattere temporaneo e non si traduce in modo automatico nella cancellazione.

Ultima modifica: Mercoledì 24 Marzo 2021